A Loano basta fare due passi nel centro per accorgersi di quanto i Doria abbiano lasciato il segno: il palazzo, la chiesa parrocchiale, il convento sulla collina, la torre lungo le mura. Capire chi erano e come governarono il borgo aiuta a guardare il paese con occhi diversi. E il posto migliore per cominciare è proprio Palazzo Doria, l'edificio che ancora oggi ospita il Comune.
Una signoria lunga quasi cinque secoli
La storia dei Doria a Loano comincia nel 1263, quando il feudo fu concesso a Oberto Doria. Da allora Loano divenne una contea con una propria autonomia, legata a uno dei grandi casati genovesi. Nel 1505 Corrado Doria vendette il feudo a Gian Luigi Fieschi, ma la parentesi durò poco: dopo la celebre congiura dei Fieschi del 1547, l'imperatore Carlo V tolse loro Loano e la assegnò ad Andrea Doria, l'ammiraglio che dominava la politica genovese.
La signoria dei Doria proseguì fino al 1737, quando Loano passò ai Savoia. È in questi secoli, e soprattutto tra Cinquecento e Seicento, che il borgo prese la forma che vediamo ancora oggi, con le mura, le porte e i grandi edifici voluti dalla famiglia.
Il palazzo: residenza, fortezza e municipio
Palazzo Doria fu costruito tra il 1574 e il 1578 come residenza di Giovanni Andrea Doria e della moglie Zenobia Del Carretto. Il progetto è tradizionalmente attribuito alla cerchia di Galeazzo Alessi, il grande architetto attivo a Genova in quegli anni. L'edificio ha un aspetto sobrio ed elegante, con la facciata rivolta verso un'ampia piazza e un balcone centrale che domina l'ingresso.
Accanto al palazzo si alza la torre pentagonale, eretta nel 1602 per difendere le mura e collegata alla residenza da un ballatoio: un dettaglio che ricorda come, in un borgo esposto alle incursioni dal mare, anche la casa del signore dovesse essere pronta a difendersi. Nei giardini si trovano un teatro all'aperto e la cinquecentesca fontana detta "Giovanna". Oggi il palazzo è sede del municipio di Loano, e la piazza davanti alla facciata fa parte della vita quotidiana del paese.
Il mosaico romano
Il tesoro meno conosciuto del palazzo è un mosaico pavimentale romano di età imperiale, ritrovato nel territorio di Loano e oggi custodito nella cosiddetta Sala del Mosaico. È una testimonianza preziosa delle origini antiche del borgo, che era abitato già in epoca romana: nella stessa zona del ritrovamento, scavi più recenti hanno individuato resti che con ogni probabilità appartenevano a una villa di età imperiale.
Le altre tracce dei Doria in paese
Dopo il palazzo, il percorso doriano continua a pochi minuti a piedi. La chiesa di San Giovanni Battista, con la sua pianta a dieci lati e la grande cupola, fu voluta da Giovanni Andrea II Doria ed edificata tra il 1633 e il 1638. Sulla collina sopra il paese sorge il Convento di Monte Carmelo, fondato dalla famiglia all'inizio del Seicento e scelto come luogo di sepoltura dei Doria. Più nascosto è il castello, nato come rocca medievale e trasformato poi in residenza signorile: oggi è di proprietà privata e si può ammirare solo dall'esterno.
Dopo i Doria: Savoia, Napoleone e la battaglia di Loano
Con il passaggio ai Savoia nel 1737 si chiuse un'epoca, e alla fine del Settecento Loano entrò nella grande storia europea. Il 23 e 24 novembre 1795 qui si combatté la battaglia di Loano tra l'esercito francese e le truppe austro-piemontesi: la vittoria francese aprì la strada alla successiva campagna d'Italia di Napoleone, e il nome di Loano è inciso sull'Arco di Trionfo di Parigi. Un dettaglio curioso da raccontare passeggiando nella piazza del palazzo.
Per continuare la scoperta, leggete la nostra guida su cosa vedere a Loano e quella dedicata al Convento di Monte Carmelo, il balcone dei Doria sopra il paese.
Il centro storico fuori dalla porta
Dal loft in Via Giuseppe Garibaldi 76, sul caruggio pedonale, Palazzo Doria e le chiese del borgo si raggiungono con una breve passeggiata, senza bisogno di spostare l'auto.